Alessandro Gallo 1, Ferdinando Pellegrino 2
1General Manager Springer Italia
2Psichiatra – Psicoterapeuta – Salerno
La salute mentale è oggi una delle dimensioni più complesse e trasversali della medicina moderna. L’aumento globale dei disturbi psichiatrici, la crescente consapevolezza sociale e le nuove opportunità terapeutiche impongono un cambio di paradigma: passare da una visione centrata sul disturbo a un approccio che metta al centro la persona, la prevenzione e la continuità di cura.
Su questo sfondo, la Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025, svoltasi a Palermo il 10 ottobre, ha offerto un’occasione di riflessione scientifica di rilievo nazionale, grazie all’impegno della Fondazione Tommaso Dragotto e alla partecipazione di clinici e accademici italiani di riferimento.
L’apertura affidata al Professor Andrea Fiorillo, Presidente della European Psychiatric Association, ha delineato le priorità della psichiatria contemporanea: emergenze post-pandemiche, prevenzione integrata e potenziamento dei servizi territoriali.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre un miliardo di persone nel mondo convive con un disturbo mentale, e in Europa circa il 17% della popolazione adulta manifesta problematiche clinicamente significative.
L’Italia non fa eccezione: 18 milioni di cittadini sono coinvolti da forme di disagio psichico, ma i servizi di salute mentale restano sotto pressione, con carenza di risorse, alta turnazione del personale e tempi di presa in carico ancora troppo lunghi.
“È possibile guarire dai disturbi mentali – ha sottolineato il professor Fiorillo – ma serve un approccio globale, centrato sulla persona e non solo sulla patologia. La prevenzione deve diventare un pilastro strutturale dei sistemi sanitari europei.”
Nel suo intervento, Fiorillo ha ribadito la necessità di individuare precocemente i segni di rischio psichico attraverso modelli predittivi basati su dati clinici, sociali e biologici, come già sperimentato in alcune realtà universitarie italiane. La prevenzione secondaria, fondata su programmi di early detection, rappresenta oggi una delle strategie più promettenti per ridurre l’incidenza di psicosi e disturbi affettivi cronici.
Psichiatria di precisione: un nuovo modello di cura
Negli ultimi anni, la psichiatria sta progressivamente adottando un paradigma simile a quello della medicina di precisione. L’obiettivo è personalizzare i trattamenti integrando fattori genetici, neurobiologici, psicologici e ambientali, in un continuum che va dalla diagnosi al follow-up.
Come spiega il dottor Ferdinando Pellegrino, psichiatra, psicoterapeuta e autore di diverse pubblicazioni a marchio Springer: “Il futuro della psichiatria non è solo nei farmaci o nelle psicoterapie, ma nella capacità di unire le due dimensioni in protocolli realmente personalizzati. Ogni paziente ha una storia clinica, familiare e sociale che va compresa nel suo insieme: è su questa complessità che dobbiamo costruire percorsi terapeutici integrati.”
Le neuroscienze applicate e i nuovi strumenti digitali consentono oggi di analizzare pattern cognitivi e comportamentali in modo dinamico, aprendo la strada a strategie terapeutiche adattive, monitorate anche da piattaforme di telepsichiatria e intelligenza artificiale. Tuttavia, come sottolineano i clinici, la tecnologia non sostituisce la relazione terapeutica, ma la amplifica se utilizzata in modo etico e consapevole.
Epidemiologia e dipendenze: la sfida del crack e delle nuove sostanze
Tra le nuove emergenze psichiatriche discusse durante la giornata, il Professor Diego Quattrone, docente di Psichiatria e Neuroscienze all’Università di Palermo, ha evidenziato la crescente diffusione del crack e delle sostanze stimolanti a rapida dipendenza, con gravi ricadute neuropsichiatriche.
“Il consumo di crack – ha spiegato Quattrone – genera un quadro di vulnerabilità neurochimica che favorisce l’insorgenza di psicosi acute e comportamenti aggressivi. Per contrastarlo servono protocolli clinici integrati, che uniscano competenze di psichiatria, neurologia e medicina delle dipendenze.”
Il progetto epidemiologico presentato a Palermo punta a mappare la distribuzione del fenomeno in Sicilia e a definire percorsi di presa in carico basati su modelli di case management e collaborazione territoriale. L’obiettivo è costruire una rete di prevenzione che operi prima dell’emergenza clinica, integrando salute pubblica, formazione degli operatori e politiche sociali.
Un punto cruciale del dibattito è stato dedicato al legame tra disturbi mentali e malattie croniche non trasmissibili. Le persone affette da schizofrenia, disturbo bipolare o depressione maggiore vivono in media 20 anni in meno rispetto alla popolazione generale, a causa di una combinazione di fattori: scarsa aderenza terapeutica, sedentarietà, effetti collaterali dei farmaci e ridotto accesso alle cure primarie.
Il concetto di integrazione mente-corpo deve quindi tradursi in percorsi di presa in carico multidisciplinare che uniscano psichiatria, medicina interna, endocrinologia e cardiologia. In questa prospettiva, il nuovo centro di eccellenza annunciato dalla Fondazione Dragotto presso l’Ospedale Giaccone rappresenta un modello di collaborazione clinica volto a superare la separazione tra specialità.
“La salute mentale e quella fisica sono due facce della stessa medaglia – ha affermato Fiorillo –. È necessario un approccio sistemico, in cui il paziente non sia frammentato in diagnosi, ma considerato nella sua totalità biologica e relazionale.”
La formazione come leva di qualità
La qualità dell’assistenza in salute mentale dipende in larga misura dalla formazione continua dei professionisti. Le trasformazioni in corso nella psichiatria richiedono competenze nuove: conoscenza delle neuroscienze, gestione dei disturbi emergenti, uso consapevole delle tecnologie digitali e padronanza della comunicazione medico-paziente.
In Italia, una parte significativa dell’aggiornamento professionale passa oggi attraverso la formazione a distanza accreditata ECM (Educazione Continua in Medicina).
Springer Health+ Italia, divisione del gruppo editoriale Springer Nature ha investito in modo strutturale in questo ambito, mettendo a disposizione un ampio numero di pubblicazioni accreditate anche come FAD ECM nell’ambito della salute mentale, psicologia e psichiatria. A questo riguardo, menzioniamo il recentissimo libro curato dal dottor Ferdinando Pellegrino con il contributo del dottor Fabrizio Gervasoni “Gestire i conflitti in sanità” (15 crediti ECM), “Psicologia della Nutrizione” (21 crediti), curato dal dottor Pellegrino e da altri clinici e biologi nutrizionisti e la pubblicazione “Stress e disturbi da somatizzazione”, a cura di Compare e Grossi (30 crediti).
Più recentemente, è stata anche lanciata un’Academy di Alta Formazione, la Springer e-Learning Academy, che mette a disposizione contenuti, strumenti e servizi per le competenze trasversali di clinici e ricercatori.
“Il nostro obiettivo – spiega Alessandro Gallo, Direttore Generale di Springer Health+ Italia, è fornire strumenti formativi che rispondano alle reali esigenze dei clinici. Le nostre attività editoriali e di medical education mirano a un aggiornamento pratico, evidence-based e immediatamente applicabile nella pratica quotidiana.”
Ricordiamo che il triennio AGENAS è in chiusura alla fine del 2025 e che per gli operatori sanitari c’è ancora tempo di poter acquisire i crediti mancanti per il triennio.
La Giornata Mondiale della Salute Mentale di Palermo ha ribadito che la psichiatria contemporanea deve guardare contemporaneamente in tre direzioni: clinica, digitale e relazionale.
Clinica, perché la conoscenza biologica e farmacologica resta la base della cura. Digitale, perché le nuove tecnologie offrono strumenti di monitoraggio e supporto sempre più efficaci. Relazionale, perché nessuna terapia può sostituire la forza del dialogo tra medico e paziente.







