Alessandro Gallo 1, Monica Tambalo 2
1General Manager Springer Italia
2Medical Writer and Scientific Editorial Project Manger, PhD
La neurologia italiana al bivio tra innovazione, responsabilità e rivoluzione organizzativa
Il 55° Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), svoltosi a Padova dal 24 al 28 ottobre 2025, ha rappresentato uno dei momenti più significativi per la comunità neurologica nazionale. La neurologia italiana si trova oggi di fronte a una fase di profonda trasformazione, chiamata a coniugare innovazione terapeutica, sostenibilità dei sistemi di cura e una nuova visione di salute pubblica centrata sul cervello.

Con oltre 6.000 partecipanti tra clinici, ricercatori, istituzioni e rappresentanti delle società scientifiche, il Congresso ha riaffermato il ruolo della neurologia come pilastro strategico del Servizio Sanitario Nazionale, in un contesto in cui le malattie neurologiche rappresentano la principale causa di disabilità e la seconda causa di morte in Italia.
“Abbiamo il dovere di ripensare la neurologia in chiave moderna, con una visione che integri innovazione, sostenibilità e presa in carico continua del paziente,” ha affermato il Professor Alessandro Padovani, Presidente uscente della SIN. “Solo così potremo rispondere all’aumento della domanda assistenziale e valorizzare il ruolo strategico della nostra disciplina all’interno del SSN.”
Una disciplina in evoluzione: dalla cura alla prevenzione
Il Congresso SIN 2025 ha posto grande enfasi sul concetto di “Brain Health” – la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita – come nuovo paradigma di riferimento. La SIN ha presentato il Decalogo per la Salute del Cervello, dieci raccomandazioni basate su evidenze scientifiche per ridurre il rischio di malattie neurologiche: attività fisica regolare, dieta mediterranea, sonno adeguato, stimolazione cognitiva, gestione dello stress, vita sociale attiva, prevenzione dei traumi cranici, controllo cardiovascolare, uditivo e visivo, evitare sostanze nocive e tutela della salute mentale.
“Vogliamo che ogni cittadino diventi protagonista attivo della propria salute cerebrale,” ha sottolineato il Professor Maurizio Corbetta, Presidente del Congresso. “Solo con una maggiore consapevolezza individuale possiamo incidere realmente sull’insorgenza delle patologie neurodegenerative.”
Questo approccio, che coniuga prevenzione, diagnosi precoce e percorsi personalizzati, rappresenta un cambio di prospettiva per la neurologia italiana, oggi chiamata a integrare la medicina predittiva con le politiche di salute pubblica.
Tecnologia, ricerca e medicina di precisione
La neurologia entra a pieno titolo nell’era digitale. Al Congresso di Padova è stato ribadito il valore della trasformazione tecnologica in atto: l’uso dell’intelligenza artificiale, dei biomarcatori digitali e delle tecniche di machine e deep learning che sta ridefinendo la pratica clinica, dalla diagnosi precoce all’ottimizzazione delle terapie.
Tra i progetti più ambiziosi, la SIN ha annunciato la creazione del Digital Neuro Hub, un ecosistema digitale integrato per supportare decisioni cliniche basate su dati, favorendo al contempo l’interoperabilità tra centri, la sicurezza dei dati e la tutela della relazione medico-paziente.
“La neurologia di oggi è una disciplina in rapida trasformazione, che richiede un approccio multidisciplinare, tecnologico e centrato sulla persona,” ha osservato ancora Padovani. “Le innovazioni presentate dimostrano che possiamo realmente modificare il decorso di molte patologie, ma serve garantire un accesso equo su tutto il territorio.”
Le principali aree terapeutiche in evoluzione
Epilessia: dalla soppressione delle crisi alla prevenzione della malattia
L’epilessia, che in Italia coinvolge circa 500.000 persone, è oggi protagonista di una vera rivoluzione terapeutica. Oltre ai nuovi farmaci antiepilettici (lacosamide, perampanel, brivaracetam, cenobamato), la ricerca si concentra su strategie antiepilettogeniche volte a prevenire la comparsa della malattia in seguito a trauma cranico o ictus.
Le nuove tecnologie – come dispositivi di neurostimolazione intelligente, EEG sottocutanei e sistemi di analisi basati su IA – consentono un monitoraggio continuo e predittivo dell’attività cerebrale. Sono inoltre in fase avanzata di sviluppo terapie geniche e RNA interference, destinate a forme rare e epilessie infantili.
Emicrania: trattamenti sempre più mirati
Con un impatto su oltre il 12% della popolazione adulta, l’emicrania resta una delle principali cause di disabilità. Le novità più rilevanti riguardano i gepanti e i ditani (rimegepant, atogepant, lasmiditan) per il trattamento acuto e gli anticorpi monoclonali anti-CGRP (erenumab, eptinezumab, fremanezumab, galcanezumab) per la prevenzione. Queste terapie, già disponibili nel SSN per pazienti refrattari, aprono una nuova stagione di gestione personalizzata e multidimensionale della patologia.
Parkinson e malattie neurodegenerative
La malattia di Parkinson, seconda per diffusione dopo l’Alzheimer, è in rapida crescita. Le ricerche presentate a Padova confermano il ruolo centrale degli anticorpi monoclonali anti-α-sinucleina per rallentare i processi neurodegenerativi, insieme a un rinnovato impegno sulla prevenzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali. Parallelamente, si rafforza l’approccio alla brain health come fattore protettivo contro l’invecchiamento cerebrale.
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA): l’era della medicina di precisione
Con circa 6.000 persone colpite in Italia, la SLA resta una delle malattie neurologiche più complesse. L’approvazione del farmaco tofersen, destinato ai pazienti con mutazione SOD1, segna una tappa storica. Sono inoltre in corso studi su terapie geniche, neuroinfiammazione e biomarcatori (come i neurofilamenti plasmatici), insieme all’adozione di trial clinici adattativi che consentono di testare più farmaci in parallelo. L’utilizzo di tecnologie assistive – come eye-tracking e interfacce cervello-computer – contribuisce a mantenere autonomia e qualità della vita anche nelle fasi avanzate.
Sclerosi multipla: tempestività e personalizzazione
Per la sclerosi multipla, la diagnosi precoce e la scelta mirata del trattamento restano fondamentali. Oltre ai numerosi farmaci già disponibili, emergono terapie ad alta efficacia come gli anticorpi monoclonali, la cladribina e, in casi selezionati, il trapianto autologo di cellule staminali. Le nuove strategie puntano su approcci multitarget che agiscono su microglia e astrociti, principali mediatori della progressione.
Miastenia gravis: immunoterapia su misura
La miastenia gravis, malattia autoimmune della giunzione neuromuscolare, ha beneficiato di progressi significativi grazie a terapie mirate. Gli anticorpi monoclonali anti-CD20/anti-CD19, i bloccanti del complemento (eculizumab, ravulizumab, zilucoplan) e gli antagonisti del recettore FcRn (efgartigimod, rozanolixizumab) permettono oggi protocolli personalizzati in base al profilo anticorpale e alla forma clinica.
Alzheimer: il progetto EPA e le nuove frontiere terapeutiche
La presentazione del documento EPA – Expert Panel on Alzheimer’s Disease, promosso dalla SIN, ha rappresentato uno dei momenti chiave del Congresso. Si tratta di un’iniziativa multidisciplinare che coinvolge le principali società scientifiche italiane, con l’obiettivo di definire criteri diagnostici e percorsi di applicazione clinica per i nuovi farmaci anti-Alzheimer, come lecanemab e donanemab.
Il documento stabilisce linee guida per la selezione dei pazienti, la standardizzazione dei biomarcatori plasmatici (in collaborazione con la SIBioC) e il rafforzamento della rete dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD).
L’obiettivo è garantire accesso equo, sicurezza e appropriatezza su tutto il territorio nazionale. “Oggi stiamo gettando le fondamenta di un percorso che cambierà radicalmente la gestione dell’Alzheimer in Italia,” ha dichiarato Padovani. “Serve tempo per costruire un sistema uniforme e pronto, ma la direzione è tracciata: diagnosi precoce e accesso equo per tutti i pazienti idonei.”
Neurologia italiana: un modello di ricerca e cooperazione
I dati presentati al Congresso confermano la vitalità della ricerca italiana in neurologia. Tra il 2022 e il 2025, il 53,2% delle pubblicazioni è frutto di collaborazioni internazionali, con un aumento significativo rispetto al triennio precedente (49,5%). Oltre 6.700 articoli firmati da neurologi italiani testimoniano un contributo crescente in termini di ricerca originale, di cui il 69% basata su dati primari. Un risultato che riflette l’impegno dei giovani ricercatori e la capacità delle scuole italiane di mantenere un ruolo di leadership in Europa.
Congresso SIN, un ponte verso il futuro della neurologia
Il Congresso SIN 2025 ha delineato il futuro della neurologia italiana: una disciplina capace di integrare scienza, tecnologia e umanità, orientata alla personalizzazione delle cure, alla prevenzione delle patologie cerebrali e alla sostenibilità dei percorsi di cura. Come ha ricordato Mario Zappia, Presidente della SIN: “La neurologia del futuro sarà sempre più personalizzata, predittiva e prossima alle persone. Ma serve agire ora su formazione, governance e integrazione dei servizi per renderla davvero accessibile a tutti.”
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